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Attori Andrea Benfante, Massimiliano Caretta, Manuela
Lo Cascio
Scene Valentina Albino, Simona Panella, Alice Piscitelli
Costumi Valentina Albino, Laura Degl'Innocenti, Alice
Piscitelli
Drammaturgia, regia e adattamento musicale Andrea Benfante
Età consigliata: dai 9 anni
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Una stanza, una teiera, un buco sul soffitto e Dave, solo Dave.
Perché Dave è solo, perché Dave è un ragazzo cresciuto in fretta, troppo in fretta e per questo tanti lo prendono in giro e nessuno quasi lo riconosce più. Neppure lui si riconosce, neppure lui sa se è ancora o non è più Dave.
Chiuso nella sua stanza Dave parla solo con quattro piccoli amici neri: scarafaggi, come lui disprezzati e guardati con disgusto dal resto del mondo, abitanti dell’ombra e del silenzio.
Ma che succede se quei quattro strampalati animaletti si infilano nel buco sul soffitto e Dave con loro, seguendoli per riportarli a casa? Che succede se quel buco è come musica, capace di trasportarti direttamente in un’altra dimensione del tempo, dello spazio e della mente? E se Dave, alla ricerca dei quattro amici fuggitivi, si accorge che in quel mondo apparentemente assurdo può ritrovare parti di sé che credeva perdute?
Ecco infatti un ricordo di bambino, ecco un sogno dimenticato, una canzone ancora da inventare, le risate che non aveva più, un desiderio che non sapeva di desiderare... e tutto questo in mezzo a campi di fragole, uomini-uovo e sergenti baffuti, occhi di arcobaleno, regine ubriache e fiori e piogge di colori!
Così attraverso un viaggio divertente e fantasmagorico, mirabolante, onirico e avventuroso Dave riesce a ricostruire la propria identità, a riconoscersi, a sentirsi sé stesso, impasto di tante emozioni in un corpo che cambia, cresce, respira di risate e di cielo, di quotidiano e di voli fantastici, di sé e di incontri. Non una fuga dalla realtà, quindi, ma un ritorno ad essa: così Dave saprà nuovamente dire a gran voce “sono Dave!” scoprendo in quel momento di avere un posto nel mondo, il suo posto, e tanti amici che fuori dalla sua stanza lo stavano aspettando.
E gli scarafaggi? Loro hanno imparato a suonare, a ritmo di antenne e chitarra, e ancora se ne possono sentire le note chiudendo gli occhi per partire in un nuovo viaggio a trentatré giri...
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foto di Marco Marchelli |
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Lo spettacolo si ispira all’incredibile universo poetico dei Beatles che, da veri magici scarafaggi, conducono personaggi e pubblico dentro un favoloso mondo fatto di musica, racconti surreali, nonsense e giochi di parole per “spiccare il volo ed imparare ad esser liberi… come un merlo che canta alle prime luci dell’alba”. |