| E’ ascoltando i pensieri della pancia
che è nato questo spettacolo: quelli più liberi, come pesci
che nuotano e si rincorrono, da un pensiero a un altro pensiero a un altro
ancora.
Tante piccole storie che raccontano il quotidiano attraverso le sue immagini
fantastiche e raccontano il sogno attraverso la verità delle sue
emozioni: storie di nere paure, di sottili vergogne, di domande curiose,
di silenzi, di risate, di giochi, di vita vissuta e immaginata attraverso
lo sguardo di un bambino.
Così succede di mettersi a pancia in su e iniziare a volare, e
volando seguire il filo invisibile dell’immaginazione, senza sapere
dove potrà arrivare, senza nemmeno chiedersi dove ci saprà
portare.
In scena un bambino e una bambina, fratello e sorella, raccontano con
la voce e con il corpo il loro modo creativo e immaginifico di incontrare
la realtà e vivere il quotidiano, svelano paure, bisogni e desideri
che appartengono non solo a loro bambini, ma alla parte più nascosta
di pensiero impulsivo e giocoso che fa parte di tutti noi. Un conoscere
che passa per l’emozione, lo stupore, la mancanza, la sottile memoria
fisica delle cose.
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Lo spettacolo è frutto di una ricerca drammaturgica che indaga
un linguaggio teatrale semplice e immediato ma non banalizzante, di contatto
diretto con l’ascolto emozionale del bambino. A tradurlo in scena
un uso particolare del gesto e creazioni scenografiche e costumistiche
che danno materia organica al mondo fantastico, oniriche e suggestive
nella loro semplicità.
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